Il post parto: l’arrivo di un figlio. Che bello! Si ritorna a casa

finalmente un figlio
l'arrivo del bebè nella vita familiare

Dopo la nascita di un figlio tutto cambia, è lui a dettare ritmi e orari. Ma non abbiate mai timore di chiedere aiuto a chi è in grado di darvi una mano davvero

Passano i nove mesi, diamo alla luce il nostro bebè, e dopo qualche giorno possiamo tornare a casa: ecco che inizia finalmente la vita in famiglia. L’abbiamo tanto desiderato, siamo felici e contenti, ma non sempre è tutto rose e fiori o tutto facile e perfetto!

Specie per chi è al primo figlio, metta in conto che la vita cambia e anche di parecchio, ma chi può dire che non cambi in meglio? In fondo una famiglia è quella che tutti desiderano ad un certo punto della vita.

Care mamme, ricordatevi che questo frugoletto che avete tra le braccia, e per gran parte della giornata attaccato alle tette, non è solo figlio vostro!

Ci sono mamme un po’ gelose dei propri figli al punto da non sopportare nemmeno l’idea di vederlo tra le braccia di qualcun altro, che siano amici o parenti. Io vi consiglio di usare il buonsenso e l’unica pretesa che dovreste avere, anzi che dovete fermamente chiedere, sarà quella di non disturbare il bambino mentre dorme, di avere le mani pulite, di evitare baci e bacini in qualunque millimetro scoperto  della pelle del neonato, e ovviamente che non si fumi in sua presenza.

Io sono una di quelle tante persone che, prima di avere un figlio, non era in grado di prendere un bimbo in braccio se non avesse compiuto almeno il quarto mese di vita e non sapevo neppure come prenderlo, come tenerlo. Poi è nato mio nipote, e che fai non lo prendi in braccio? E che fai non gli cambi il pannolino? E che fai non gli cambi il pannolino con la cacca?? Può sembrare facile, ma le prime volte non lo è mai; talvolta anche la seconda, la terza, la quarta… Poi fortunatamente impari. Quando il figlio è tuo, le cose sono un po’ diverse perché sai che ti tocca farlo, che se non lo fai tu chi altri potrebbe farlo, quindi ti metti l’anima in pace e diventi campione europeo nel cambio pannolino in 2 minuti e 38 secondi.

L’allattamento… L’allattamento è una delle cose più belle a mio avviso, e in tutta sincerità non arrivo proprio a capire quelle mamme che a priori, decidono di non allattare. Certo, è stancante, perché un bimbo appena nato non fa altro che poppare, dormire, piangere, fare pipì, fare pupù, ma siamo mamme e siamo state create tali anche per allattare, altrimenti un paio di tette lattifere le avrebbero fatte anche agli uomini, no?

Comunque non sono tra quelle che hanno disdegnato l’artificiale: dopo i primi due mesi in cui ormai il bimbo passava più tempo al seno che altro, fui io stessa d’accordo con mio marito a chiedere al pediatra un tipo di latte artificiale da dargli come ultima poppata serale.

Così è andata avanti fino ai sei mesi, anzi a dirla tutta quando il mio latte finì ci rimasi un po’ male, e per riprendermi feci una cosa che né in gravidanza né durante il periodo dell’allattamento avevo più fatto: la tinta ai capelli. Me li feci viola.

Bando alle ciance, il mio consiglio di mamma per tutte le donne in procinto di diventare madri, è quello di ammettere i propri limiti ma anche essere consapevoli di tutto ciò di cui siete capaci: arriverà il momento in cui grazie al vostro istinto sarete in grado di riconoscere il pianto del bambino a cos’è dovuto e sarete in grado di tranquillizzarlo. Ci saranno momenti in cui vi sentirete stanche, magari anche sole e non capite, in cui crederete di non essere abbastanza forti (non tutte insieme eh), ma scoprirete una forza che probabilmente non credevate di avere. Capita a tutte e non per questo vuol dire che siete cattive madri o madri infami :-), quindi non abbiate mai il timore di chiedere aiuto: che sia il vostro compagno, una sorella o un fratello, i genitori, i suoceri, un’amica o chiunque altro vedrete in grado di aiutarvi davvero. Siamo mamme, ma siamo prima di tutto umane.

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