Ansie dei genitori: attenzione a non trasferirle ai nostri figli!

Fa parte del ruolo di genitore essere preoccupati per i propri figli, ma attenzione a non far percepire loro le vostre preoccupazioni!
Fa parte del ruolo di genitore essere preoccupati per i propri figli, ma attenzione a non far percepire loro le vostre preoccupazioni!

In quanto mamme (anche se infami) non possiamo fare a meno di preoccuparci per i nostri figli quando non stanno bene, sono tristi o si sono fatti male. È giusto, è umano preoccuparsi per loro, ma bisogna stare attenti a non trasferire le nostre ansie e preoccupazioni a loro. Per due semplicissmi motivi: rischieremmo di caricare anche loro di un’ansia che farebbero fatica a comprendere e gestire, ma soprattutto perchè se loro individuano quali sono le nostre preoccupazioni, finirà che le utilizzeranno come armi per rivalersi su di noi.

Vi faccio un esempio. Il mio nano grande vivrebbe d’aria, nel senso che ha uno scarsissimo appetito, mangia 4 cose in croce e ogni volta che deve mangiare è una pena per noi e per lui. Ovviamente è magro come un chiodo (anzi forse più di un chiodo) e io e suo padre non possiamo fare a meno di essere preoccupati. Abbiamo appurato che non ha alcun tipo di problema, né di natura fisica né psicologica, ma abbiamo commesso un grande errore: gli abbiamo fatto capire che noi siamo parecchio preoccupati per questa cosa. E da quando lo ha capito, il cibo è diventato la sua arma.

Tutte le volte che entra in crisi o ci sono grandi cambiamenti per lui, rifiuta di mangiare. L’anno scorso è stato un anno molto pesante per lui: è nata la sorellina, ha iniziato a frequentare la scuola materna e tutto è accaduto a una distanza molto ravvicinata e ci ha fatto penare un sacco;  rifiutava categoricamente di mangiare. Era una pena vederlo così, gli stavamo dietro ore ed ore, faceva male vederlo sempre così magrolino, ma poi a un certo punto abbiamo capito che probabilmente l’errore lo stavamo commettendo noi, perché gli avevamo fatto percepire la nostra preoccupazione e più lui capiva che eravamo preoccupati, più non mangiava, perché in questo modo era riuscito a concentrare su di lui tutte le attenzioni.

Non facciamo percepire ai bambini le nostre ansie!

Allora abbiamo deciso di cambiare atteggiamento: abbiamo cominciato a non stargli più dietro quando mangiava e ci mostravamo tranquilli quando lui rifiutava perfino di assaggiare quello che aveva nel piatto (è stata durissima per noi, ma abbiamo dovuto farlo per il suo bene). Siamo andati avanti così per qualche giorno, fino a quando lui ha capito che per noi il fatto che non mangiasse non era più fonte di ansia e preoccupazione e allora lui ha cominciato a mangiare sia a casa, sia a scuola.

Sia chiaro, non ha mai fatto delle grandi scorpacciate, ma il fatto che non rifiutasse più sistematicamente qualsiasi cosa e che fosse disposto invece a mangiare un po’ è stato un grande passo in avanti. Insomma, il momento del pranzo e della cena erano diventati momenti di forte stress per tutti e quando abbiamo deciso di non concentrarci più su questa cosa, la tensione è pian piano svanita e tutti ci abbiamo guadagnato in salute.

È un percorso lungo e a volte dobbiamo mostrarci molto più duri di quello che siamo in realtà, ma ricordate sempre che lo fate per il loro bene.

Per capire le cause di malessere a volta basta fermarsi un attimo e recuperare la lucidità

In questo ultimo periodo ci siamo ricascati; ha ripreso a non mangiare e di nuovo stress, ansia e fegato marcio.

Il che ha fatto perdere la lucidità anche a me e mio marito, perché ammettiamolo, quando sei in ansia non riesci più a ragionare, ma a un certo punto ci siamo resi conto che di nuovo il problema era la gelosia nei confronti della sorella: la nana cresce, è tosta e lui sente che lei gli sta “rubando la scena” e quindi ha ripreso a utilizzare la sua arma vincente, il rifiuto del cibo.

Ci sono state serate piene di tensione e nervosismo, poi recuperata la lucidità abbiamo deciso di cambiare di nuovo atteggiamento: non mangi? Non importa, non succede nulla. In più stavolta per cercare di stimolarlo ho lasciato che fosse lui a decidere cosa mangiare (pasta ovviamente) e così pare che stia pian piano ritorrnando la calma, il cibo non è più al centro dell’attenzione e lui ha ripreso a mangiare.

Insomma mamme, il mestiere di genitore è faticoso assai e soprattutto quando i bimbi sono piccoli, il lavoro da fare è doppio, perché dobbiamo essere noi a capire cosa gli passa per quella testolina e cercare di trovare il modo di fargli cambiare atteggiamento. E questo è possibile solo se ci concediamo del tempo con loro, per imparare a capirli e soprattutto ad ascoltarli.

9 Commenti

  1. Ciao ,anche sto vivendo lo stesso problema con il mio bimbo che ha 2 anni,lui vorrebbe solo “le cose proibite”;cioccolatini,budini ecc..
    Come dici tu credo che loro sentono la nostra ansia,mi ricordo ancora le crisi isteriche cho ho avuto nel periodo dello svezzamento,un incubo.
    Voglio seguire i tuoi consigli.
    Grazie

  2. Tutto vero… Io vado in ansia per questioni di salute… Un minimo raffreddore mi manda in agitazione. Mi rendo conto che sbaglio ma é piú forte di me. Dovrei come dici nell’articolo tener a bada le mie ansie per il bene dei miei figli

    • In quanto genitori è estremamente difficile non preoccuparci per i nostri figli, ma è assolutamente importante provare a tenere sotto controllo la nostra ansia per evitare di far diventare ansiosi anche i nostri figli. non è facile, ma passo dopo passo ci si può riuscire!

  3. Guarda, sembra che tu abbia scritto questo post per me!
    Noi siamo appena usciti da una settimana di difficltà con il cibo che si è risolta nel momento stesso in cui abbiamo capito che farle pressioni generava l’effetto opposto!
    Stessa cosa il mese scorso con la pipì addosso.

    Che fatica XD!!

    • Faticosissimo!!! E so purtroppo di cosa parli… il più grande ha capito che il nostro punto debole è il fatto che non mangia e ormai fa del cibo la sua arma di ricatto 🙁

  4. Ciao ma solo io sono una mamma atipica? Raramente sono ansiosa verso i miei figli perché questo ruolo è quello del papà e dei nonni soprattutto paterni. Loro fanno sempre un dramma per tutto e quando vedo che i bimbi cominciano a manifestare strani comportamenti intervengo prontamente per sdrammatizzare e riportare tutto ad una fase più leggera. In questo modo c è un certo bilanciamento in famiglia, altrimenti saremmo tutti scelerati!

    • Diciamo che sei una mamma che rappresenta un po’ l’eccezione e poi è importante che almeno tu riesca a non farti travolgere troppo dall’ansia visto che i nonni e il papà danno già il loro contributo! E come dici tu è assolutamente necessario che ci sia un certo bilanciamento in famiglia, in modo da avere una situazione quanto più equilibrata possibile.

  5. Hai assolutamente ragione! Il cibo e’ un momento chiave per far scattare questi circoli viziosi: e il peggio capita quando oltre alla preoccupazione dei genitori intervengono ansie e consigli non richiesti di nonni & co. Pur con grande fatica, sto cercando di adottare la tattica: “Non mangi? pazienza, c’e’ solo questo. Se lo assaggi c’e’ anche xxx”. A volte e’ davvero un braccio di ferro, ma come genitori occorre fare 5 respiri profondi e non farsi prendere dal nervoso (anche se e’ molto piu’ facile a dirsi che a farsi).

    • Anche io sto provando ad applicare questa tecnica certo non è facile, ma pian piano qualche piccolo risultato lo stiamo ottenendo…

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