Bambino fiocco di neve: una storia e una foto che dovrebbero farci riflettere

Bambino fiocco di neve: una storia che dovrebbe farci riflettere sui valori davvero importanti
Bambino fiocco di neve: una storia che dovrebbe farci riflettere sui valori davvero importanti

L’altro giorno ho visto su internet una foto che mi ha colpito molto e che ha ovviamente subito fatto il giro del web (e soprattutto dei social): parlo della foto del bambino chiamato dai compagni “fiocco di neve”, perché dopo aver percorso a piedi 4 km a -9 gradi, è arrivato a scuola con i capelli completamente bianchi perché ricorperti di ghiaccio.

Wang Manfu è un bimbo di 10 anni nato in una zona rurale cinese abbandonata a se stessa che ogni giorno percorre a piedi 4km per andare a scuola, perché gli piace, ma soprattutto perché lì gli danno il pane con il latte per pranzo. Quando ho letto la sua storia non ho potuto fare a meno di pensare a quanto sono fortunata io, a quanto lo sono i miei figli che come me semplicemente non sono nati nella parte del mondo “sbagliata” e che troppo spesso ci dimentichiamo di quante persone ogni giorno vivono in condizione di povertà estrema e devono lottare per avere qualcosa da mangiare.

I nostri figli sono dei privilegiati: stanno al caldo, hanno centinaia di giochi, manco nascono e già li iscriviamo ai vari corsi perché insomma è importante stimolare i bambini, favorire lo sviluppo delle loro abilità…. Viviamo nel mondo del consumismo, del futile, stiamo perdendo di vista i valori veramente importanti, troppo spesso lasciamo i nostri figli in balia di tv, cellulari e tablet perché vogliamo avere un po’ di pace. Il bambino fiocco di neve credo che nemmeno sappia cosa sia un tablet; la sua preoccupazione è riempirsi la pancia con qualcosa di sostanzioso.

Lui ha 10 anni e ogni giorno si fa 4 km a piedi per andare a scuola DA SOLO, i nostri figli manco 200 metri a piedi gli facciamo fare, li portiamo a scuola in macchina, scleriamo perché non troviamo parcheggio, insomma diciamo di essere stressati, ma non ci rendiamo conto che un buon 50% di questo stress ce lo provochiamo da soli.

I nostri figli sono estremamente viziati perché lo siamo prima di tutto noi e di conseguenza non possiamo fare a meno di viziare anche loro, anzi neanche ci rendiamo conto di farlo. Ecco perché poi le cose vanno male: quando vedo ragazzini di 12 – 13 anni in giro mi viene la pelle d’oca; guardano spesso gli adulti con sufficienza, non ce n’è uno che non abbia in mano un cellulare e vanno in giro con la musica a palla.

E continuo a ripetermi che no, io i miei figli non voglio farli crescere in questo modo, a calci in culo li prendo se a 12 anni mi tornano a casa con i capelli blu e col cavolo che alle elementari gli compro il cellulare (giuro che ci sono bambini che già a quell’età hanno il telefonino) e spero davvero di farcela ad essere determinata in questo senso, perché mi rendo conto che non è facile, che sempre più per stanchezza cediamo ai capricci dei nostri figli troppo velocemente. Ma così non facciamo loro del bene, anzi…..

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