Bimba con piercing sulla guancia: una provocazione per smuovere le coscienze

piercing sulla guancia
questa è la foto che ha creato tanto scalpore sul web, ma leggendo fino in fondo si evince che la mamma non ha realmente fatto un piercing sulla guancia della figlia

È molto recente il post pubblicato su Facebook da Enedina Vance, una mamma dall’Ohio, che ha mostrato la foto di sua figlia, una bimba con piercing sulla guancia, corredata dal testo che spiega che essendo la sua genitrice, le appartiene e può dunque decidere di lasciare segni visibili sul corpo di sua figlia, anche senza la sua approvazione vista la tenera età della piccola.

Ovviamente non sono tardati i commenti critici nei confronti di questa madre; ma in realtà si è trattato di una messa in scena (sotto la foto c’è anche l’ hashtag #sarcasm) con lo scopo di scuotere un po’ la coscienza della gente: Enedina si batte infatti contro una pratica fin troppo abusata nei confronti di alcuni neonati nel nome della cultura cui appartengono, ossia la circoncisione: una “pratica” molto dolorosa che viene fatta appena nati e prevede un taglio sui genitali.

Ora, voglio capire la cultura di un popolo, ma fino ad un certo punto; mi pare già eccessivo il fatto che alcune bambine vengano vendute come spose già a 10, 11 anni con uomini che potrebbero essere i loro papà, come se nascere femmine volesse dire avere già il destino scritto, ma c’è da dire che nemmeno i maschietti sfuggono da tutto ciò. Ma nella circoncisione non ci vedo un granché di culturale, solo un atto di crudeltà vero e proprio.

Ecco dunque su cosa ha voluto creare un dibattito questa mamma, ed in parte sembra ci sia riuscita. Se solo bastasse questo a far in modo che certe usanze a mio avviso barbare possano cessare, credo che sarebbero milioni le mamme che imiterebbero il gesto, ma come per molte altre problematiche giustificate in nome di religione e cultura, dovrebbero  essere proprio le persone che questa pratica la subiscono e a loro volta la vedono subire dai loro figli, a porre fine e dire basta. Solo che vivendo nella concezione del “così si fa” viene vista anche come cosa giusta, ed ogni minima ribellione, in quei Paesi, a volte costa la vita.

 

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