Bimbo muore in piscina: una morte che si poteva evitare?

bimbo muore in piscina
Un bimbo muore in piscina mentre era al centro estivo con i suoi amici. Una morte che si poteva evitare?

È di qualche giorno fa la notizia del bimbo di 6 anni morto in una piscina del centro sportivo di Pontenure in provincia di Piacenza, mentre stava frequentando il centro estivo insieme ai suoi amici. Prima di parlarne ho preferito aspettare qualche giorno, perché se avessi scritto subito, sono sicura che l’emotività avrebbe preso il sopravvento sulla razionalità.

Eh si perché la prima cosa che viene da chiedersi è: dov’erano gli adulti che avrebbero dovuto sorvegliare il bambino? Perché i bagnini ci hanno messo tanto ad accorgersi del bambino che giaceva a 2 metri di profondità? Per due ore hanno provato a rianimarlo ma non è servito a nulla.

Io non voglio attribuire colpe, non è mio compito farlo. Però questa è una morte assurda, che si poteva evitare. Sarebbe bastata un po’ di attenzione in più e Mattia Cattivelli oggi sarebbe ancora insieme ai suoi amici a giocare.

Mio figlio per la prima volta quest’anno frequenta il centro estivo e ho deciso d’accordo con mio marito (ricordate che quando si tratta di figli le decisioni si prendono sempre in due) di non mandarlo in piscina. Per due motivi: non sappiamo quanti bambini ci saranno in acqua, quanti istruttori li seguiranno… certo ho chiesto informazioni ai coordinatori del centro per avere questo tipo di informazioni ma io non mi sentivo tranquilla a mandarlo. L’altro motivo è che mio figlio è fin troppo spavaldo in acqua, più che non fidarmi degli educatori è di lui che non mi fido: non ha assolutamente paura dell’acqua, anzi direi che è proprio il suo elemento. Va in piscina da quando aveva 3 mesi, ora ha quasi 4 anni e in acqua è assolutamente a suo agio, fin troppo.

Quando abbiamo deciso di non mandarlo in piscina con il centro estivo mi sono chiesta se io e mio marito non fossimo troppo ansiosi. Dopo aver letto questa notizia mi sono detta che forse non lo siamo e la cosa mi è stata confermata anche dall’educatrice, perché quando le ho spiegato che non lo avrei mandato per la troppa sicurezza di mio figlio in acqua, mi ha detto che facevamo bene perché probabilmente avrebbero fatto fatica a stargli dietro.

Io ho apprezzato molto la sua risposta, perché è stata onesta, non ha interpretato la mia preoccupazione come eccesso d’ansia, ma ha riconosciuto che oggettivamente poteva essere difficile gestire il bambino in acqua. Con questo non voglio dire che i bambini non dovrebbero fare certe attività, ma se noi genitori riteniamo che certe cose potrebbero essere rischiose per loro (nessuno meglio di noi conosce i nostri figli) è meglio evitare di fargliele fare o quantomeno aspettare che abbiano l’età giusta affinchè capiscano fino in fondo quando certe situazioni possono essere pericolose.

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