Boom dimissioni neomamme: l’ennesima sconfitta italiana

25000 donne costrette a lasciare il lavoro per la difficoltà di conciliare lav oro e famiglia
25.000 donne costrette a lasciare il lavoro per la difficoltà di conciliare lavoro e famiglia

Si fa un gran parlare di quanto sia speciale, magico, meraviglioso il periodo della maternità, ma poi quando ti ritrovi a fare i conti con la realtà pare quasi che la maternità sia una specie di malattia o cumunque una condizione tale per cui le donne sono in una posizione di inferiorità.

“Boom di dimissioni per le neomamme. In 25 mila costrette a lasciare il lavoro”

E’ il titolo di un articolo che ho letto stamattina e che per l’ennesima volta mi ha fatto pensare che in questo paese non ci sono speranze; se diventi mamma basta, puoi dire addio alle tue aspirazioni professionali, al tuo desiderio di fare carriera in ambito lavorativo (salvo rare, rarissime eccezioni).

Se invece decidi di tenere duro, ti ritrovi a combattere costantemente con il senso di colpa, perché se non vuoi rinunciare al tuo lavoro, devi costantemente dimostrare qualcosa, che non metti gli impegni lavorativi in secondo piano, che se i tuoi figli si ammalano o stanno male, tu al lavoro ci sei sempre. E poi ti senti in colpa. Perché torni tardi dal lavoro, sei stanca, sei nervosa perché in azienda ti hanno magari demansionato dopo il rientro dalla maternità o peggio ti hanno strariempita di lavoro nella speranza che tu ceda e molli il colpo.

E anziché prevedere degli incentivi, un vero sostegno non alle donne, ma alle FAMIGLIE (e si perché un figlio non ha solo una madre, ma ha anche un padre) hanno tirato fuori questa bella idea del diritto a 2 anni di disoccupazione se la mamma si licenzia entro l’anno di vita del bambino.

Questa non è una vittoria per le donne, è l’ennesima sconfitta. E chi ha avuto questa assurda idea dovrebbe solo vergognarsi. 25.000 donne sono costrette a lasciare il lavoro solo perché hanno deciso di diventare madri. Ma vi sembra normale?

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