Come indurre il travaglio in modo naturale: sfatiamo un po’ di miti

indurre il travaglio
Quando si è al termine della gravidanza si vuole una cosa sola: che il bambino nasca. Esistono davvero dei trucchi per indurre il travaglio?

Ho deciso di scrivere questo post perché una mia amica è moooooolto prossima al parto e come tutte le mamme al termine della gravidanza, non ce la fa più. Ora vuole una cosa sola: che la bimba nasca. Io la capisco, ci sono passata 2 volte (e non ci passerò più) e soprattutto nel primo caso ero praticamente sull’orlo di una crisi di nervi: il pargolo è nato 10 giorni oltre il termine. Tutti mi hanno dispensato consigli su come indurre il travaglio in modo naturale, davvero mi hanno detto di tutto, ma il 99% delle cose non ha funzionato.

Vi racconto cosa ho provato io per agevolare il travaglio

Sesso

Ahahahaha si lo so state pensando sesso? Con sta panza? Ma come? Ma chi c’ha voglia??? È vero il sesso in gravidanza è un argomento spinoso, specie se siete al termine e manco la vedete più la vostra patata. Pare però che lo sperma contenga prostaglandine naturali che ammorbidiscono la cervice uterina che unita all’ossitocina prodotta nell’organismo femminile favorisca l’inizio del travaglio. Questo metodo con me NON ha funzionato.

Lavare i pavimenti

A mio avviso è solo una diceria popolare, ad ogni modo ci ho provato, un altro po’ i pavimenti diventavano trasparenti, ma non mi è servito a nulla se non ad avere sempre un pavimento brillante. Questo metodo con me NON ha funzionato.

Camminare

Io avevo il termine il 10 luglio e nonostante il caldo, i  piedi gonfi  che manco più le scarpe mi entravano, tutte le sere quando tornava mio marito dal lavoro andavamo a fare una passeggiata. Risultato? Ogni sera venivamo sbranati dalle zanzare, io dopo pochi passi avevo già il fiatone e il bimbo continuava a starsene comodo e beato nella mia panza. Molti mi hanno detto anche di fare le scale a piedi: io quelle del nostro palazzo le ho consumate e non è servito a una beata mazza nemmeno quello. Questo metodo con me NON ha funzionato.

Trasportare pesi (Ah se lo avessi fatto subito!)

Durante tutta la gravidanza vi dicono di non fare sforzi, non trasportare cose troppo pesanti, ma proprio questa è stata la strategia vincente per me. Ricordo ancora perfettamente il mio ultimo giorno di gravidanza.

Al mattino, dopo una notte insonne mi ero alzata dal letto incazzata nera perché il pupo non ne voleva sapere di nascere e il giorno dopo sarei stata ricoverata per l’induzione. Allora decisi di giocarmi la mia ultima carta (che tenni nascosta a mio marito altrimenti me lo avrebbe impedito). Andai al mercato e comprai una decina di chili di frutta, la più pesante in assoluto. Vedevo che la gente mi guardava piuttosto perplessa, qualcuno avrà pensato che ero impazzita, a qualcun altro forse facevo un po’ pena: poveraccia ma con sta panza nessuno l’aiuta a fare la spesa? Ma io incurante degli sguardi altrui continuavo a girare per il mercato con i miei 10kg di frutta. Sudata fradicia (ci saranno stati almeno 30 gradi) sempre con i sacchetti di frutta in mano. feci le scale a piedi e poi collassai sul divano.

Non avevo la forza di muovere neanche un muscolo, così diventai un tutt’uno con il divano. Poi ad un certo punto continuavo ad andare in bagno (per fare roba grossa). Quello è stato l’ultimo giorno in cui ho potuto cagare in santa pace. Il pomeriggio persi il tappo mucoso (una roba un po’ schifosa e per essere certa che fosse quello andai anche a cercare un po’ di immagini su internet) e passai il resto del tempo tra bagno, divano e televisione.

Sconsolata la sera andai a dormire rassegnata al fatto che il giorno dopo avrei dovuto fare l’induzione. Ma ad un certo punto iniziarono i dolori…… le contrazioni!!!!!!!! Alle 3 di notte dopo aver constatato che le contrazioni erano abbastanza regolari, andai in ospedale con mio marito. Il ginecologo mi visitò e disse che ero dilatata di 3 cm. I 10 kg di frutta  avevano funzionato: il travaglio era iniziato! Alle 9.30 del mattino finalmente il mio piccolo si decise ad uscire. Volete sapere com’è andato il parto?  Cliccate qui e buona lettura!

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