Pavor nocturnus: cos’è, come si manifesta e come comportarsi

pavor nocturnus bambini
Riconoscere e distinguere il pavor nocturnus rispetto ad altri disturbi del sonno è il primo passo per riuscire a gestirlo

Il “pavor nocturnus” è un disturbo del sonno che può interessare i bambini dai 3 ai 10 anni, tende a scomparire da solo e in genere si verifica entro le prime 2-3 ore di sonno; è quindi ben diverso dal classico incubo notturno per vari fattori:

  • innanzitutto il bambino non si sveglia del tutto, è nel sonno infatti che piange ed è visibilmente impaurito, quasi terrorizzato mentre in caso di brutti sogni ci si sveglia;
  • il bambino non ricorda ciò che è accaduto durante la notte, contrariamente a quanto accade con gli incubi perchè ricordano di essersi svegliati e talvolta ricordano anche il sogno fatto;
  • il pavor nocturnus provoca nel bambino semicosciente battito cardiaco e respiro accelerato, sudore e agitazione, pianto e non reagisce agli stimoli esterni;
  • in casi rari il bambino si alza dal letto e, sempre nel sonno, piange e urla terrorizzato mentre cammina ma non è considerato sonnambulismo.

Un bambino “vittima” di pavor nocturnus non va svegliato altrimenti, risvegliandosi in tale situazione, sarebbe ancora più impaurito e in stato confusionale ma il genitore può accarezzarlo e tranquillizzarlo con voce pacata e tranquilla, talvolta non serve a molto ma questi episodi durano pochi minuti; inoltre non è necessario raccontare quel che gli è accaduto poiché, consapevole di ciò che potrebbe capitargli ancora mentre dorme, ne sarebbe ulteriormente spaventato ed avrebbe difficoltà ad addormentarsi.

Per un riposo corretto sarebbe opportuno che il bambino si addormenti e si svegli sempre agli stessi orari rispettando quanto più possibile le ore di sonno necessarie all’età ed è buona norma evitare episodi di stress che possano turbarne il riposo.

Dal momento che il bambino potrebbe alzarsi dal letto e camminare nel sonno, è opportuno chiudere porte o accessi a scale ed allontanare oggetti con cui potrebbe farsi male accidentalmente.

In molti casi è stato riscontrato che c’è una componente genetica per cui si verificano episodi di pavor nocturnus (ne hanno cioè sofferto dei familiari o hanno avuto altro genere di disturbi del sonno) oltre a particolari condizioni di stress vissute dal bambino, che manifesta in questo modo il suo disagio; è diverso invece quando i bambini hanno degli incubi, che sussistono quando nella giornata è stato vissuto un episodio spiacevole o che lo hanno impaurito  (un film con scene di paura, un episodio di violenza o una lite dei genitori).

Questi episodi possono verificarsi una volta a settimana, ma se dovessero avere una maggior frequenza e turbare in particolar modo il sonno del bambino, ci si può rivolgere ad un professionista che spiegherà al genitore come comportarsi: verranno programmati dei risvegli notturni atti a modificare i fattori fisiologici che causano il pavor nocturnus. Solo in casi molto rari e considerati pericolosi per il bambino stesso viene fatto utilizzo di farmaci.

 

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