I bimbi di oggi e l’overparenting: quando la noia è produttiva

Overparenting: capiamo cos'è
L'overparenting si sta diffondendo sempre di più e il rischio è di soffocare i propri figli

Nell’epoca moderna, spesso i genitori e in particolar modo le mamme, tendono a sentirsi in colpa: quelle che lavorano e quelle che non lavorano, le prime per il poco tempo dedicato ai figli e le seconde perché, avendo talvolta rinunciato alla carriera, tendono a considerare priorità assoluta l’accudimento dei figli e prendersi cura della famiglia.

E così già dalla prima infanzia, le giornate dei piccoli sono costellate di attività e intrattenimenti, di stimoli per accrescere la produttività e lo sviluppo cognitivo: in età scolastica anche i pomeriggi dei bambini sono impegnati in attività quali sport, corsi di lingue, laboratori e quantaltro, dimenticando che anche la noia ha una certa produttività per il bambino, e cioè quella di impegnare la mente a inventare e creare attività che in un preciso momento possono essere di suo interesse.

Non è un caso che, soprattutto in Paesi come l’America, negli anni del college anche con risultati più che soddisfacenti, alcuni ragazzi non si sentono in grado di gestire le attività e più nello specifico la propria vita: questo fenomeno prende il nome di overparenting e sta prendendo piede sempre più anche nel nostro Paese.

Non c’è bisogno di ricorrere alle statistiche per sapere che i figli lasciano sempre più tardi la casa genitoriale e non solo perché trovare lavoro è diventato più difficile, ma tendenzialmente i figli hanno una crescita più lenta rispetto ai decenni passati e, anche se in buona fede, spesso le mamme e i papà danno un’educazione troppo pianificata e con eccessive regole, perdendo lo spirito dell’improvvisazione e vivendo a ritmi troppo accelerati come se si dovesse seguire una tabella di marcia per tutto; ne conseguono bambini stressati, che crescendo avranno difficoltà a gestirsi da soli, a relazionarsi e sempre alla ricerca dell’approvazione da parte dei genitori.

Sono sicura che si parte sempre da buone intenzioni ma non credo che mamme e papà sarebbero convinti d’aver fatto un buon “lavoro” al pensiero che il loro adulto figlio non si sappia gestire, non sia in grado di prendere autonomamente una decisione e non sappia cosa fare della propria vita… Ci avete mai pensato?

Non è detto che avere tutte le ore della giornata impegnate con attività educative sia sempre produttivo; va bene fare sport, va bene il corso d’inglese o di spagnolo, ma la settimana è composta da sette giorni e sono i genitori a dover seguire orari di lavoro, non i bambini: certe attività se imposte diventano un dovere più che un gioco, è necessario tener presente l’indole del poprio figlio e decidere insieme le attività per cui è più portato ma soprattutto ritagliare qualche ora, ogni giorno, per stare insieme a loro senza nessuno schema da seguire.

 

1 Trackback / Pingback

  1. Aiutare i bambini ad avere la concezione del tempo con piccoli trucchi

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*