Come cresce una mamma senza la (sua) mamma

Quando si dice che “la mamma è sempre la mamma” bisognerebbe sapere che è veramente così: in molti casi della vita si desidera avere vicino la propria madre; e anche per me è stato ed è tuttora così, solo che mia madre è volata via troppo presto. E’ sempre troppo presto quando va via una madre ma purtroppo succede, e mi son sentita dire che seppur duramente la vita va avanti, deve andare avanti per forza.

Volevo mia madre quando c’era da scegliere l’abito da sposa, volevo mia madre quando aspettavo mio figlio e soprattutto volevo mia madre mentre nasceva mio figlio, anche se devo ringraziare ogni degno sostituto.
Avrei voluto che ci fosse anche lei quando dovevo imparare a cambiare il pannolino, mi servivano i suoi consigli alla sua prima febbre alta, alle prime pappine da preparare e lei a dirmi come si potevano interpretare i pianti di un neonato; del resto so anche che mia madre era un po’ una frana in certe cose, ed anche lei avrebbe proceduto per tentativi ma era la sua dote migliore: la spontaneità, così come la semplicità del suo essere, quella semplicità davvero reale e non raccontata, una semplicità mai banale.
Mi chiedo spesso come sarebbero state le cose se ci fosse lei e sicuramente molte cose non sarebbero andate come sono andate, magari avrei avuto meno fretta nel desiderare, di nuovo, una famiglia tutta mia felice e unita: avete presente quando si dice che sono le mamme a tenere in piedi la famiglia? Credo proprio che sia così, perchè senza di loro molte cose si sfasciano.
Non sono la prima e non sarò certo l’ultima ad essersi trovata poco più che adolescente a fare i conti con una realtà del tutto diversa, eppure si cresce. In realtà si cresce più in fretta del dovuto e non sempre per volere ma per pura necessità, dall’ alto (…) dei miei trent’anni posso dire di aver imparato, o dovuto imparare, tante cose un po’ più in fretta rispetto ad altri della mia età e non è un vanto, non è neppure un merito né una dote, è solo la sfortuna di imparare e di fare certe cose, punto e basta.
Ci si chiede Chissà cosa penserebbe di me, se sarebbe fiera o se avesse qualcosa da rimproverarmi, ricordo che odiavo ogni suo rimprovero ma da grande poi ti manca anche quello.
La fortuna invece è quella di ritrovarmi con molti dei suoi pregi e altrettanti dei suoi difetti, perchè la mia non era una mamma perfetta ma era una mamma con la emme maiuscola, di quelle che ce ne sono davvero poche e certe volte non si apprezza neppure.
La mia fortuna è stata quella di avere una sorella maggiore, quella che su molte e molte cose mi ha spianato la strada e tutto ciò che non sapevo, le mie perplessità in fatto di pannolini, biberon, pianti e nottate le ho chieste a lei e continuo a farlo ancora, credo che se non altro nostra madre sarebbe fiera di noi e contenta nel saperci unite, seppur lontane (territorialmente parlando).
Forse è la consapevolezza di avere dentro di me alcuni caratteri che la rappresentavano, che mi dà la certezza di averla in realtà sempre molto vicina, ma la verità è che questa mancanza l’avvertirò per tutta la vita.

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