Figlio in vendita su Facebook: “era solo una provocazione”…

donna mette in vendita neonato su facebook
Una donna pubblica su Facebook un post in cui dichiara che avrebbe venduto il proprio bambino su Facebook, ma era solo una bufala

Una ventottenne di Milano è indagata dalla polizia per aver messo un annuncio su un gruppo di vendita del famosissimo social Facebook, in cui aveva scritto di essere al quinto mese di gravidanza e avrebbe venduto suo figlio a chi le avesse offerto di più, ponendo come base d’asta 10 mila euro. Il tutto corredato di immagine, una ecografia.

Come si può facilmente immaginare, sono state subito avvisate le autorità e la donna, che si è scoperto in realtà non essere incinta, ha ammesso di aver agito come un “troll” pubblicando quel post soltanto per movimentare i seguaci e creare scompiglio: insomma, tutto un bluff.

Questa dev’essere una di quelle persone che non usano la ragione e non faccio fatica a reputarle potenzialmente pericolose per la società; come può venire in mente di prendersi scherno di un argomento così delicato, visto che ci sono effettivamente tante coppie che fanno fatica ad avere un figlio? Già di per sé vedo assurdo proporsi alla procedura dell’utero in affitto, è inconcepibile per me pensare di portare una creatura in grembo per nove mesi e dopo il parto separarsene perché si tratta solo di una gravidanza surrogata, ma arrivate a fare una bravata del genere è davvero incommentabile.

Non si è totalmente sani di mente per “provocare” in questo modo, ancor di più farlo su un social network di tale portata, ma questa donna credeva davvero che non ci sarebbero state conseguenze?

Non dimentichiamo che si sente parlare di genitori che mettono in pericolo la vita dei loro figli solo per ottenere like al post… Di questo passo, dove arriveremo? Cos’altro deve succedere per mettere un po’ di sale in zucca a certe persone?

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