Facebook è pericoloso? Per alcune categorie di persone si

Facebook è pericoloso
In alcuni caso l'uso dei social network può risultare pericoloso e deleterio

Da quando grazie al Signor Distruggere si è scoperta l’esistenza del popolatissimo gruppo delle mamme pancine, ogni giorno ne leggo una nuova su di loro e davvero mi chiedo come sia possibile che esista gente di questo tipo. E soprattutto come sia possibile che ne esista così tanta.

Donne che quando hanno il ciclo decidono di andare in giro senza assorbenti (ma perché????), che si scambiano consigli su come preparare dolci con il latte materno o peggio ancora su come cucinare la placenta. Roba da vomito davvero.

Facebook è pericoloso?

Io questi post li leggo per farmi 4 risate, però a ben pensarci qui c’è davvero poco da ridere: come è possibile che esistano soggetti del genere? Che poi secondo me sono consapevoli di non essere del tutto a posto, altrimenti anziché tenerlo segreto, lo renderebbero pubblico questo gruppo. Invece no, preferiscono rimanere nell’anonimato. Ecco, io credo che a questa gente Facebook e i vari social network del caso facciano davvero molto male. Perché questa gente cerca dei consensi su modi di pensare che difficilmente sarebbero condivisibili da persone reali che hanno tutte le rotelle a posto.

Le mamme pancine invece si nascondono dietro l’anonimato garantito dai social e io credo che sia una cosa piuttosto pericolosa, perché molto spesso queste persone che a mio avviso sono per certi aspetti “fragili”, vanno a cercare consensi tra sconosciuti su cose che con chiunque ne parli sembrerebbe follia pura, tipo credere che ogni ciclo mestruale corrisponda ad un aborto (giusto per fare un esempio, ma ce ne sarebbero tantissimi). I social network fanno male a queste persone, così come a quelle che piuttosto che il confronto diretto, o perché no anche lo scontro faccia a faccia, preferiscono insultare, sputare sentenze e sfogarsi sui social network.

Io credo che questa sia una situazione a cui dovrebbe essere posto un freno, perché a rifugiarsi in queste finte realtà sono non solo adulti, ma soprattutto ragazzi, giovanissimi, che ormai hanno il cellulare come un naturale prolungamento della loro mano, sono sempre tutti a testa bassa a guardare il telefono. E così non va bene, bisogna dare un freno a questa situazione.

Certo non possiamo fingere che i social non esistano, né impedire ai nostri figli di usarli, tanto si sa, più proibisci una cosa, più loro la vogliono fare.

Credo allora che bisognerebbe prevedere un programma nelle scuole che spieghi ai ragazzi cosa sono i social network, quali pericoli nascondono, fino a che punto si possono usare e soprattutto bisogna aiutarli a capire che la vita reale è tutta un’altra cosa. E forse eviteremo degli incidenti assurdi, come quello della bimba annegata mentre faceva il bagnetto perché sua mamma era su Facebook.

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