Gianna Nannini lascia l’Italia per tutelare la figlia e scoppiano le polemiche

Gianna Nannini lascia l'Italia
Gianna Nannini lascia l'Italia perchè i figli delle coppie gay non sono tutelati

La Nannini ha comunicato che se ne andrà Londra per tutelare sua figlia Penelope e la sua campagna Carla. Gianna Nannini che a cinquant’anni è rimasta incinta, nella sua biografia ha dichiarato che ha deciso di lasciare l’Italia perché qui non ci sono leggi che tutelino la bambina nel caso in cui lei dovesse morire.

In effetti su questo lei ha ragione: se le dovesse accadere qualcosa, la bimba non si sa che fine farebbe; non è detto che venga affidata a Carla, la compagna della Nannini, perché loro in Italia non sono considerata una coppia a tutti gli effetti.

La Nannini criticata perchè non si è battuta per la tutela delle coppie gay

Dopo questa sua dichiarazione, la cantante è stata travolta da un mare di polemiche: molti sui social network l’hanno accusata di non aver mai mosso un dito, di non essersi mai esposta per difendere i diritti delle coppie omosessuali.

Certo questa critica è più che legittima, ma a me viene da pensare altro; la Nannini può farlo appunto perché è la Nannini, non ha di certo problemi economici, può decidere di trasferirsi dove, quando e come vuole. Lei ha i mezzi per farlo. Ma ci sono moltissime coppie che questi mezzi non li hanno e che sono costrette a vivere alla giornata e a cercare di tutelarsi come meglio possono.

Gianna Nannini non ha avuto problemi a rimanere incinta pur essendo gay, le coppie comuni devono ricorrere alla maternità surrogata (ma non in Italia dove è vietato) o addirittura fanno sesso con un donatore di seme conosciuto su Facebook.

Ma è giusto accusarla di non aver mosso un dito per tutelare i diritti delle coppie gay? Ognuno dovrebbe fare quello che si sente e lei evidentemente preferisce lasciare l’Italia piuttosto che combattere per quello che è anche un suo diritto. Io piuttosto che sprecare energie per criticare lei, investirei le mie risorse per far si che in Italia ci siano finalmente uguali diritti per tutti.

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