Gravidanza: test prenatali invasivi e non invasivi per riconoscere alcune patologie

test invasivi e test non invasivi in gravidanza
In gravidanza è possibile effettuare una serie di test invasivi e non invasivi per individuare eventuali anomalie del feto

Nei primi mesi di gravidanza il ginecologo presenta una serie di possibili test che si può decidere di eseguire per accertarsi dello stato di salute del bambino; una parte di questi non sono pericolosi per il feto e fanno parte degli esami non invasivi, altri invece possono portare nei casi più estremi all’interruzione della gravidanza, anche se in percentuali molto basse ma il rischio c’è sempre ed è di fondamentale importanza esserne al corrente.

Dei test non invasivi fanno parte il duo-test e il test del DNA fetale e danno una stima (ovvero non una certezza) del rischio di trisomia 21, 13 o 18 ed eventualmente qualche anomalia dei cromosomi sessuali.

Tra i test invasivi troviamo invece la villocentesi e l’amniocentesi che danno risultati certi e attendibili ma con l’1%-2% di rischio di aborto e per le donne al di sopra dei 35 anni è gratuita.

I test prenatali invasivi e non invasivi possono dare una percentuale o la certezza di alcune anomalie o problematiche, ma non escludono il rischio di altre malattie o patologie (ad esempio non vi sono test che possono confermare l’autismo): ecco perché sarebbe utile documentarsi quanto più possibile sull’eventuale scelta dell’uno o dell’altro tipo di analisi, meglio ancora se fatto con lucidità mentale mentre non si è ancora in stato di gravidanza, quando gli ormoni non fanno prendere decisioni con cognizione di causa. E’ anche vero però che se non ci si trova in una situazione è difficile sapere come ci si potrebbe comportare, quindi non è da escludere che, nella situazione, si potrebbe decidere di non interrompere la gravidanza anche in caso di risultati che fanno emergere una determinata situazione.

I futuri genitori devono interrogarsi su cosa farebbero in caso di risultati positivi; nella maggior parte dei casi, solo quando i test non invasivi manifestano un’alta percentuale di rischio si può decidere di procedere all’amniocentesi, ma se entrambi siete convinti che non vorrete rinunciare alla gravidanza in atto, è inutile sottoporsi ad entrambe le tipologie di test.

Fattori che incidono sulla scelta possono essere l’età della gestante ed eventuali patologie in famiglia, fatto sta che il medico che vi segue è tenuto a dare tutte le informazioni di cui avete bisogno, mostrando gli eventuali rischi e le tipologie di risultato che danno gli esami e magari consigliare la scelta di uno o dell’altro senza ovviamente lasciarsi coinvolgere se si è obiettori di coscienza: i genitori hanno il diritto di essere informati. Oltretutto l’aborto può essere fatto entro un certo termine ed ogni test ha dunque un periodo preciso in cui va effettuato, parlando di settimane di gravidanza.

Per mia esperienza, con mio marito ho deciso di non sottopormi ad alcun tipo di test, oltre al fatto che avevo 26 anni la scelta è stata fatta anche perché non vi sono particolari patologie nelle famiglie di entrambi e, ad ogni modo, non avrei abortito dunque abbiamo preferito evitare qualsiasi tipo di ansia.

La gravidanza è un bel periodo e dovrebbe esser vissuta in modo quanto più tranquillo possibile, senza stress ed ansie anche se metterlo in atto è piuttosto difficile. Nove mesi sono lunghi, quindi fate le vostre scelte e siate sicuri di ciò che avrete deciso.

 

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