La pericolosità della manovra di Kristeller, non più ammessa durante il parto

manovra di Kristeller
La manovra di Kristeller è una pratica ormai vietata durante il parto naturale ma ancora ci sono casi in cui viene praticata

La manovra di Kristeller è un metodo utilizzato per permettere il parto naturale che ha lo scopo di “aiutare” il bambino a scendere; tale manovra è stata però vietata nel Congresso mondiale delle Ostetriche una trentina d’anni fa or sono, poiché si erano riscontrati troppi casi di lesioni perineali e vaginali, rottura dell’utero, distacco di placenta a donne cui era stata praticata la manovra.

A spiegarlo è il dottor Enzo Esposito, primario all’Ospedale di Faenza ed esperto ostetrico. Lo stesso Esposito non nasconde di aver praticato in rarissimi casi la manovra di Kristeller con delicatezza e col palmo della mano quando la partoriente è molto stanca e non ha più la forza di collaborare al parto, quindi col solo scopo di aiutarla; quando il parto avviene con questa manovra, va registrato come parto naturale operativo, tende a precisare Esposito.

In realtà non sono rari i casi in cui donne che hanno partorito hanno raccontato di aver subìto tale manovra dal ginecologo o dalle ostetriche presenti al parto ma che non sia stato registrato nella cartella clinica, proprio perché ormai la manovra è stata vietata e dopo il parto vengono lamentate complicazioni, dolori e gonfiore che sfociano poi in diastasi ovvero nella separazione dei muscoli retti addominali anche dopo mesi dal parto; di fatto la pancia non scompare e l’unico modo per riportare il tessuto alla sua normale elasticità è l’addominoplastica che ha però costi elevati; l’ intervento è decisamente invasivo e la ripresa è piuttosto lunga.

Alcune donne cui è stata praticata la manovra di Kristeller ricordano il dolore provocato addirittura più forte delle contrazioni, cosa che non si fa fatica a credere dal momento che, ripetendo le parole di una mamma “le ostetriche mi erano letteralmente saltate addosso senza dirmi niente, ho pensato che stessi morendo tanto che mi sentivo spaccata in due“.

Non sono mancati casi in cui i neonati abbiano riportato danni, come la bimba in Emilia Romagna nel 2013, morta per un’encefalopatia anossico-ischemica dopo 14 giorni dalla nascita nel cui parto, avvenuto poi con un cesareo d’urgenza, il ginecologo che aveva seguito tutta la gravidanza aveva adoperato la manovra di Kristeller in circostanze tutt’altro che sicure; il medico è stato accusato di omicidio colposo.

Non si vorrebbe mai sentir parlare di queste negligenze da parte del personale medico ed ostetrico, il pensiero poi che alcune procedure vengano tenute nascoste (senza esser cioè registrate nella cartella clinica del paziente) impedisce in certi casi di poter procedere legalmente, anche se le conseguenze sono spesso visibili e documentate.

1 Commento

  1. Perche’ dare una scorretta informazione alle donne ?
    NON esiste nessun divieto normativo ad eseguire la manovra di kristeller . il suo uso i suoi rischi da sempre non sono ne’ controllati ne’ monitorati dai flussi informativi SDO e CeDAP e men che meno il suo uso e’ segnalato come fattore contribuente l’ evento avverso/sentinella che infatti continua a generare contenziosi medico legali che poi danno luogo a sentenze in cassazione , a pagamenti risarcitori in extragiudiziale e sentenze della Corte dei Conti per danni permanenti /morte di madre e neonato . Il vostro dovere sarebbe di dare una corretta informazione alle donne e non ti sbandierare ipotetici diritti senza avvisarle del vero diritto ad una corretta informazione nei corsi di accompagnamento alla nascita , sulle complicanze psico fisiche generate dalla manovra di Kristeller e di far si’ che le donne pretendano un consenso informato sul suo ( pericoloso ) uso al contrario sbandierato come un ” aiutino “. Fermo restando che limitarsi a diffondere pathos sociale e non agire per impedire il mantenimento di questa pericolosa pratica contro ogni regola dl sicurezza del parto in ospedale , non sia solo il pretesto per convincere le donne a partorire a casa

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