I regali di Natale: la mamma immolatrice

Una delle cose più raccapriccianti di dicembre è fare i regali di Natale a maestre & co.
Una delle cose più raccapriccianti di dicembre è fare i regali di Natale a maestre & co.

Il mese di dicembre è un delirio. Tanto per cominciare ci sono le vacanze di Natale e questo significa nani a casa. E questo significa per chi non ha molte ferie, fare i quadrupli salti mortali. Per chi ha ferie invece significa delirio totatle globale dalla mattina alla sera fino al 7 gennaio.

Ma questo è niente. Il vero delirio di dicembre è un altro: i regali di Natale. E non parlo di quelli che dovete comprare per i vostri nani, per il marito, la nonna, la zia, la portinaia, il cane, il gatto (e chissà se qualcuno penserà a voi)…

Parlo dei regali da fare alle maestre. Ma non solo: vuoi non fare un pensierino all’insegnante del corso di canto, di musica, di danza, di salto con l’asta, di lancio col giavellotto, di ginnastica, di inglese, di yoga e del post scuola??? E si perché noi siamo davvero brave a complicare la vita nostra e quella dei nostri figli: vuoi non iscriverlo ad almeno 2/3 corsi a settimana?

Ma soprattutto vuoi non avere una chat con le mamme dei bambini dei vari corsi che frequenta tuo figlio? E certo che no, non puoi esimerti e se nessuna ci pensa la crei tu stessa la chat, salvo poi pentirtene un minuto dopo che hai aggiunto tutti i membri e sai che ormai la frittata è fatta.

E poi qualcuna lancia il sasso (che in realtà è un macigno): ma non facciamo nulla per le maestre (e a tutte le altre categorie di insegnanti di cui sopra)? E inizia a questo punto la raffica di risposte entusiaste: si dai! Io ci sto! Ok per me! Si un pensierino ci vuole! Contate anche me!

Ecco tutte dicono si si siiiiii. Tutte disponibili a fare il regalo, ma alla fatidica domanda: chi se ne può occupare? l’entusiasmo che caratterizzava le risposte di cui sopra svanisce. Tutte magicamente sono impegnatissime e non rispondono più, fino a quando poi la povera mamma di turno decide di immolarsi per la causa e si offre volontaria per l’acquisto del regalo e la raccolta soldi.

E da qui ha inizio il delirio: quanti soldi mettiamo a testa? Cosa compriamo? Dove? Quando? Perché? Ma chi è la maestra? E la povera mamma che si è immolata per la missione, comincia un calvario che inizia i primi di dicembre e se è fortunata finisce alla fine dell’anno, quello scolastico, ovvero in estate. Si, perché la povera mamma che si è immolata dopo aver mandato migliaia di foto di idee regalo, dopo aver raccolto il consenso entusiastico di tutte le mamme, va a comprare il regalo, anticipa i soldi e poi? E poi niente, deve cercare di recuperare i soldi che ha anticipato. Il che può richiedere dai cinque ai sei mesi. (vi assicuro che non scherzo).

Io credo che la mamma immolatrice meriti una standing ovation, è una donna coraggiosa, paziente, caparbia, non si lascia abbattere dalle avversità e riesce sempre a portare a termine la sua missione. E poi arriva il giorno della consegna dei regali alle maestre e agli altri insegnanti di cui sopra: tutte le mammine sorridenti circondano la protagonista che dopo la solita frase di circostanza ma nooooo, non dovevate! scarta il regalo e anche se fa cagare dice che è bellissimo. E la mamma immolatrice è lì esausta ma orgogliosa, orgogliosa di aver portato a termine la sua missione.

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