Inserimento al nido, come affrontarlo al meglio

Inserimento al nido
Inserimento al nido

Settembre si avvicina e per qualche mamma sarà molto importante: inizierà l’inserimento al nido, come affrontarlo?

Coraggio mamme fra poco potrete lasciare i vostri nanetti al nido; che bello tornare ad avere un po’ del vostro tempo libero! Si ma attenzione che l’inserimento al nido non diventi motivo di stress per voi e per i vostri piccini.

Nel mio caso accompagnerò la mia piccolina di un anno, ed avendo già fatto questo percorso con il fratello più grande, spero di partire un po’ più avvantaggiata. Ma tenete sempre in considerazione il fatto che non tutti i bambini sono uguali. Vediamo come affrontare l’inserimento al nido al meglio o quantomeno senza troppi tress.

La scelta della struttura: le maestre sono importanti!

Prima cosa la scelta del posto, ricordo con mio marito la ricerca estenuante di informazioni; i consigli degli amici che ci erano già passati. In questo caso il passaparola è molto utile, stando attenti ai casi limite, quelli ci sono sempre.

Non facciamoci prendere dal vortice delle preoccupazioni, alla fine è giusto dedicare tempo alla scelta, ma dobbiamo prima o poi fidarci di qualcuno. Spesso gli asili organizzano degli “open day” per visitare la struttura, andateci! Conoscerete le maestre e anche la prima impressione è importante!

Guardate la stanza come è esposta, se è fresca, se c’è il giardino; importante anche la stanza nanna molto usata a quella età. La pulizia ed i bagni sono sicuramente un altro aspetto da tenere in considerazione. Spesso il nido migliore non è sempre quello più vicino a casa anche se è più comodo!

Un po’ di psicologia sia per le mamme che per i piccolini

L’inserimento al nido non è una passeggiata anche per le mamme. Spesso ci vengono i sensi di colpa e specie all’inizio, uscire e sentire il vostro piccino che si dispera, spacca anche il cuore di una mamma infame. Ma è proprio in questo momento che dobbiamo essere forti e non far capire al piccolino che siamo più agitate di lui!

Loro non ci mollano un secondo, sono in un ambiente nuovo e noi siamo il loro solo punto di riferimento; se ci vedono preoccupate o agitate pensano di essere in pericolo e chiaramente reagiscono piangendo. Altro errore enorme è uscire quando sono distratti. Magari ci hanno messo ore per prendere confidenza e giocare e noi ce ne andiamo senza neanche salutarli. Come volete che si sentano quando se ne accorgono? Si sentono abbandonati e poi recuperare è dura.

Fate un bel sorriso e fateli sentire tranquilli; lo so non è facile io mi fermavo sotto la finestra anche per diversi minuti per sentire se aveva smesso di piangere; poi quando ti guardano con il faccino triste ti ammazzano. Ultima cosa che mi sento di dirvi, è non dimenticate di portare il suo giocattolo preferito, il cosiddetto “mezzo di transizione“. E’ un modo per far sentire il bambino a suo agio con qualcosa che conosce bene e spesso lo aiuta nei momenti difficili: spesso si usa il ciuccio per la nanna e l’orsacchiotto preferito o macchinina.

Forza e coraggio, io da mamma infame non vedo l’ora di spedire anche la piccola al nido. Ho proprio bisogno di recuperare qualche notte insonne (spero vivamente che la nana al nido si sfianchi di brutto)! Povere maestre non sanno cosa le aspetta!

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