Mamme che rinunciano alla carriera: la famiglia prima di tutto?

mamme che rinunciano alla carriera
Sono sempre di più le mamme che sono costrette a rinunciare alla propria carriera perchè riuscire a conciliare tutto è sempre più difficile

Palese dirlo, ma quelle che spesso sono chiamate a rinunciare alla carriera per dedicarsi ai figli e alla famiglia, sono quasi sempre le mamme; un fenomeno in espansione negli ultimi anni, come del resto lo è anche la necessità di lavorare perché, come ben sappiamo, un solo stipendio oggigiorno non basta e far quadrare i conti è sempre più difficile.

Com’è che allora sono sempre di più le mamme che si licenziano, per dedicarsi ai figli? Sarà che forse la parità che tanto chiediamo non l’abbiamo veramente ottenuta né raggiunta, perché se tante donne con figli rinunciano al loro lavoro non la vedo una parità tra i sessi, anzi tutt’altro, e quelle che stringono i denti cercando di non mollare sono piene di impegni fino al collo, stressate e di tempo libero ne hanno pochissimo. Sempre se ce l’hanno.

Quando una donna comunica al datore di lavoro di essere incinta, in genere al terzo mese di gravidanza, sono rari i casi in cui ci si complimenta perché, diciamocela tutta, ai loro occhi tutto cambia e quando torneremo a lavoro (se torneremo), a maternità terminata, ci si può aspettare anche che il ruolo che ricoprivamo un tempo non lo troveremo più. E verremo velatamente incitate a lascialo, quel posto di lavoro. Ovviamente non sempre è così, ma questa scena l’ho spesso sentita raccontare.

Da alcune viene vissuta come una sconfitta quella di non riuscire a gestire lavoro, famiglia, figli, casa, impegni quotidiani e attività varie quando poi nessun essere umano è fisiologicamente e psicologicamente predisposto a campare solo per tener fede alla miriade di impegni: così si vive male! Può durare poco, poi lo stress prenderebbe chiunque e allora sì che poi a quel punto la barca si ferma…

Spesso quello che manca è la collaborazione nell’ambito stesso della famiglia, ma erroneamente la donna che non lavora viene vista come quella che non ha impegni fissi, non ha orari da rispettare né cartellini da timbrare, quella cioè che si stressa di meno perché si sa, il lavoro stressa; ma anche non veder riconosciuta una propria posizione e ancor peggio, non vedere il becco di un quattrino (inteso come stipendio) a fine mese non è da meno e non è gratificante.

Ammiro quelle donne che si dedicano anima e corpo con amore e dedizione alla famiglia, ai figli, alla casa profumatamente immacolata e le corse avanti e indietro e si sentono pienamente soddisfatte della loro vita, io invece rincorro il sogno di un’indipendenza economica per ovviare alle tante spese che gravano su una famiglia e chissà se mai la vedrò.

È per questo motivo che cercherei di dare coraggio a tutte quelle donne che si trovano in bilico nel decidere se lasciare o meno il posto di lavoro, ma d’altro canto so che c’è quella tendenza a credere che noi certe cose le facciamo meglio perché “siamo predisposte”: ma predisposte de ché?? Siamo predisposte a far nascere bambini, questo sì, ma la nostra vita non si ferma a questo; arriverà il giorno in cui i figli saranno cresciuti, già questo soltanto ci dovrebbe far pensare.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*