Se vogliamo il bene dei nostri figli dobbiamo imparare ad essere obiettivi

disegni dei bambini
Chi meglio dei genitori conosce i propri figli? E chi, se non i genitori, può rendersi conto se nel loro sviluppo procede tutto nel modo migliore...

Qualche pomeriggio fa si è tenuto il primo incontro con le insegnanti del nano che ha cominciato quest’anno la scuola materna e ho avuto modo di confrontarmi con le sue insegnanti su alcuni argomenti che mi stanno particolarmente a cuore: il comportamento di mio figlio con gli amichetti e far presente degli atteggiamenti che assume quando è con me e suo padre, rispetto a quelli che ha con altre persone nonchè la mia perplessità riguardo il suo linguaggio non ancora troppo articolato. Insomma ho fatto domande e ho chiesto consigli, mi sono confrontata con le insegnanti che ogni giorno si occupano dei nostri figli e alcune delle mie preoccupazioni, se così vogliamo chiamarle, pare siano infondate poiché tipiche dell’età.
Quello che invece mi ha lasciata perplessa, è stato il discorso delle insegnanti che mi hanno ringraziato di aver sollevato dei dubbi, o meglio di esser stata io stessa a farli presenti, perché a quanto pare succede anche che se sono loro a far presente ai genitori delle situazioni “particolari” (difficoltà nel linguaggio, nell’apprendimento o simili), non sempre ottengono la piena collaborazione dei genitori stessi. Ovviamente hanno fatto un appunto generale, ma la mia risposta piuttosto spontanea è stata “è normale che me ne preoccupo, è mio figlio”.
A quanto pare l’essere genitore a volte vede il negare a sé stessi di aver notato qualcosa di strano, qualcosa che non va nello sviluppo cognitivo, fisico e tutto quanto può girarci intorno: siamo sicuri che è l’atteggiamento giusto? Credo proprio di no.
Se solo ci si ferma a riflettere su queste cose dovremmo innanzitutto mettere in primo piano il fare del bene ai nostri figli anche (e soprattutto) se questo vuol dire rendersi consapevoli e ammettere che c’è qualcosa che non va, così da tentare quanto prima di porre rimedio o fare il possibile per essere davvero d’aiuto ai nostri figli.
Fin dalla nascita ho cercato di avere un parere obiettivo sulla crescita a trecentosessanta gradi per mio figlio, mi son sempre detta che negare l’evidenza non ha mai portato benefici anzi avrebbe soltanto allungato i tempi per risolvere i problemi, di qualunque tipo essi fossero. Non ho mai avuto fretta ma ho tenuto conto dei “progressi” che si dovrebbero compiere nelle varie fasce d’età, bilanciando tale convinzione col fatto che ogni bambino ha i suoi tempi, ma questo non vuol dire negare l’evidenza o vedere come nemici quelle persone, parenti o conoscenti che magari notano quello che noi non vogliamo ammettere: decidete di volere sempre il bene dei vostri figli, un giorno vi ringrazieranno e sarete anche grati a voi stessi.

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