Padre dimentica la figlia in auto: non sta succedendo un po’ troppo spesso?

padre dimentica la figlia in auto
Padre dimentica la figlia in auto e va al centro commerciale. Lui confessa di averla dimenticata

Un’altra bimba dimenticata in auto. Per fortuna senza gravi conseguenze. Questa volta a dimenticare la propria figlia in auto è stato un uomo di 45 anni, che dopo aver parcheggiato la sua macchina in un centro commerciale ha chiuso l’auto dimenticandosi che aveva la figlia con sé.

Per fortuna una persona ha sentito le urla della bimba spaventata e subito si sono attivati i soccorsi tirando fuori la bambina dall’auto che per fortuna oltre a un grandissimo spavento non ha riportato altri danni.

Il padre che adesso è indagato per abbandono di minore, ha dichiarato di essersi dimenticato completamente della bambina. Io non so che pensare, ma davvero la cosa comincia a diventare preoccupante; si sente sempre più spesso di genitori che dimenticano i propri figli in auto e per fortuna in questo caso tutto si è risolto per il meglio, però forse sarebbe il caso di fermarsi un attimo a riflettere e cercare di capire PERCHE’ questi casi si stiano verificando con una frequenza sempre maggiore.

Dimenticarsi il proprio figlio in auto. Ma com’è possibile? Davvero il cervello può andare in black out in questo modo? Io dico di si. Io sono mamma di 2 bambini piccoli e a volte vado sul serio in tilt: 1000 cose da fare, i bambini da gestire, tante cose da ricordare e a volte mi capita di non ricordare assolutamente cosa ho fatto 5 minuti prima.

Adesso stanno lanciando sul mercato una serie di dispositivi anti abbandono, proprio per evitare di dimenticarsi i propri figli in auto. Ma ci rendiamo conto di dove stiamo arrivando? Abbiamo bisogno di un apparecchio che ci ricordi di non dimenticare i nostri figli. Io penso che sia una cosa piuttosto preoccupante. Forse sarebbe il caso di darsi una calmata, di imporsi dei ritmi di vita meno frenetici e di smetterla di correre sempre. Probabilmente se ci calmiamo un po’, se la società in cui viviamo provasse a girare un po’ più lentamente, non avremo più bisogno di un dispositivo che ci ricordi di non dimenticare nostro figlio.

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