Blue Whale e Charlie Charlie Challenge: parlate con i vostri figli

figli che nascondono le cose ai genitori
Parlare con i figli è l'unica possibilità che abbiamo per conoscerli e capire cosa stanno passando

Del fenomeno della Blue whale ne avevo sentito parlare, ma di quest’altra assurda tendenza di Charlie Charlie Challenge ignoravo completamente l’esistenza. Una mia amica mi ha spiegato di cosa si tratta e sono rimasta agghiacciata. Ieri sono stata a cena con una coppia di amici che hanno un figlio che frequenta le elementari e dopo aver chiacchierato un po’ con la mamma delle nuove mode che ci sono a scuola, ho pensato che i miei figli quanto più lentamente crescono meglio è.

Questa mia amica mi ha raccontato che adesso nelle scuole elementari si sta diffondendo una specie di gioco (se così si può definirlo) davvero preoccupante: si chiama Charlie Charlie Challenge. Io non avevo la minima idea di che cosa si trattasse, credevo fosse uno stupido giochino tipo Candy Crush. Invece no, è qualcosa di molto preoccupante, è una sorta di rito satanico che i bambini fanno durante l’intervallo. Ero parecchio sconvolta. Riti satanici? Alle elementari? Durante l’orario scolastico? Non potevo crederci.

E la cosa è venuta fuori per caso, perché una bimba aveva raccontato alla sua mamma che di notte aveva un po’ paura e la mamma spronandola a parlare, ha scoperto di quest’assurdo gioco che i bambini fanno durante l’intervallo. Ovviamente viene da chiedersi dove siano le maestre quando i bambini fanno queste cose. Ma non voglio star qui a polemizzare. Non è questo il punto. Il punto è come è possibile che dei bambini così piccoli siano a conoscenza di queste cose? Io non ne avevo mai sentito parlare, eppure cerco di informarmi il più possibile, ma evidentemente non a sufficienza.

Ieri sera per curiosità io e mio marito abbiamo provato a cercare Charlie Charlie Challenge su internet e abbiamo scoperto che su youtube esistono una marea di video a riguardo. Tutti i più famosi youtuber ne parlano, ma proprio tutti. E se ne parlano loro, che sono giovani e hanno tanto credito tra giovani e giovanissimi, vuol dire che il fenomeno è davvero parecchio diffuso. Così come si sta diffondendo sempre di più l’altra agghiacciante moda della Blue Whale, che ha portato alla morte di non so quanti ragazzini in varie parti del mondo. Ho letto cose agghiaccianti sulla blue whale: ragazzi che si lanciano da altezze assurde, balene tatuate a sangue sulle braccia, una ragazza a cui era stato detto di mettere la testa sui binari ed aspettare….

Io non voglio dare la colpa ai genitori, anche se mi chiedo come sia possibile che un genitore non si accorga di quello che sta passando il proprio figlio. Però più passa il tempo più penso che forse può succedere che un genitore non si renda conto di certe cose. E’ assurdo ma può succedere. Lo vedo già io con il mio bambino di 3 anni e mezzo che a volte faccio fatica a capirlo. Faccio fatica perché sono stanca, perché dopo una giornata di lavoro, il susseguirsi di notti senza dormire e le mie preoccupazioni quotidiane, vorrei che il mio bambino si comportasse in maniera impeccabile, non rompesse troppo e che verso le 9 andasse a dormire senza fiatare. Poi però mi rendo conto che sbaglio, è vero sono stanca, ma la mia stanchezza non è colpa sua, è colpa mia invece se la mia stanchezza la riverso su di lui. Perché questo non mi aiuterà ad avere un dialogo con lui, non mi aiuterà a farlo aprire con me. E se i nostri figli non ci parlano siamo fregati. Potrebbe davvero accadere che non ci accorgiamo di quello che stanno passando.

Fare i genitori è davvero il mestiere più difficile al mondo e se solo penso che un domani mio figlio possa essere coinvolto in cose del genere, mi viene la pelle d’oca. Allora mi ripeto di continuo che devo fare tutti gli sforzi possibili per superare la mia stanchezza, perché se noi siamo stanchi la colpa non è dei nostri figli. È colpa del modo in cui viviamo: siamo sempre di corsa, sempre incazzati, sempre stressati. E a loro volta i nostri figli sono stanchi, stressati, nervosi, perché noi li travolgiamo in questo stile di vita.

Non va bene, non va bene affatto. Fermiamoci. Se ci fermiamo un momento e PARLIAMO con i nostri figli il mondo non crollerà, l’azienda per cui lavoriamo non fallirà. Parlare con i propri figli credo che sia il tempo speso meglio; solo parlando con loro potremo aiutarli veramente e correre ai ripari quando non è ormai già troppo tardi.

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