Il mio primo parto: uno dei motivi per cui non farò il terzo figlio

accogliere un bimbo appena nato
il parto è un'esperienza meravigliosa, ma non è proprio una passeggiata...

Il mio primo parto? Un’esperienza che ora ricordo con una certa tenerezza, ma all’epoca ero tutt’altro che intenerita….

Oggi ho bisogno di tirar fuori la mamma infame che c’è in me, quindi vi illustro uno dei tanti motivi per cui il terzo figlio non lo faccio.

Voglio parlarvi del mio primo parto e del travaglio travagliato che ho vissuto per arrivare a questo momento. Tanto per cominciare la bestiolina che c’era in me stava alla grande chiuso lì dentro: più lui se ne stava rintanato nella panza, più i miei piedi si gonfiavano, la mia pancia cresceva, la mia irritabilità era alle stelle e le mie notti insonni aumentavano (se solo avessi saputo che il dormire dopo sarebbe stato molto peggio…)

10 giorni di ritardo…ripeto 10 giorni oltre il termine è nato il mio pargolo. E mi è andata bene perché se durante la notte non mi fosse spontaneamente partito il travaglio, al mattino mi avrebbero ricoverata per fare l’induzione, cosa che volevo a tutti i costi evitare, perché essendo oltre il termine, ogni 2 giorni dovevo andare in ospedale a fare il monitoraggio e le vedevo le facce di quelle poveracce che stavano facendo l’induzione. Ma di questo ne parleremo un’altra volta, perché è un’esperienza che in realtà non mi sono fatta mancare.

Vabbè per non tirarla troppo per le lunghe, dopo aver riscontrato una certa regolarità nelle contrazioni  (diligentemente monitorate da mio marito) siamo andati ospedale e sapete cosa mi hanno detto appena arrivata al pronto soccorso? Noooooo un’altra? Ma che succede stasera?

Ma dico vi pare una cosa da dire una donna in pieno travaglio?? Il ginecologo mi visita e mi dice: brava sei già dilatata di 3 cm! Brava un ca…. mi mancavano ancora 7 centimetri, 7!!!

Vabbè andiamo in sala parto in attesa di questi altri 7 cm e ho messo in chiaro che volevo l’epidurale SUBITO! Ma l’anestesista era in pronto soccorso (il mio solito culo) e sono passate altre 2 ore prima che arrivasse…sia benedetto l’anestesista! Dopo l’epidurale ero in uno stato di grazia, non sentivo più nulla, tutto intorno a me era bello.

Intanto le ostetriche erano in gran fermento: erano solo in 2 e avevano 4 partorienti da gestire….ma io ero lì beata  sotto l’effetto dell’epidurale, avevo perfino concesso a mio marito la possibilità di sedersi e riposare un po’ anche lui.

Poi improvvisamente booooom non ho capito più nulla, cominciavo a sentire uno strano peso sotto (si proprio lì sotto) e i dolori erano tornati. A un certo punto decidono di rompermi il sacco, poi no, pare che ci fosse un’altra partoriente più prossima al parto, quindi il mio sacco può aspettare.

Poi arriva il mio momento, mi rompono il sacco, ho perso tanto di quel liquido che al confronto le cascate del Niagara sono una pozzangherina di Peppa Pig e sapete cosa ha detto mio marito in quel momento? Menomale che è successo qui e non in macchina, altrimenti sai che disastro? Si avete capito bene queste sono state le sue parole.

Ma tranquille, a tempo debito mi sono vendicata (inconsapevolmente) perché dopo l’esplosione d’acqua ho cominciato a non capire più nulla, dolori, spinte, respira, ahia che male, non ce la faccio, non ce la faccio, aiuto!!!! Voci narrano che io abbia dato uno schiaffo a mio marito. Sarà vero? Boh io avevo altro a cui pensare, IO dovevo spingere respirare e concentrarmi come se dovessi fare la cacca (ce lo aveva detto l’ostetrica al corso pre parto, giuro) insomma avevo un casino di roba da fare ma mi sembrava di impazzire e allora mi è arrivato pure il caziatone dall’ostetrica che devo ammetterlo è stato provvidenziale: lei mi cazia, io mi concentro per fare la cacca e finalmente viene fuori!!! Non la cacca ma il mio bambino.

Ragazze che liberazione ho sentito in quel momento. In un attimo era passato tutto: ricordo ancora la faccia di mio marito emozionatissimo (io in quanto mamma infame ovviamente non ho versato una lacrima) e le urla di quel pargoletto minuscolo che dopo 9 mesi che era stato dentro di me, finalmente ce l’avevo addosso, potevo vederlo, toccarlo, sentire il suo respiro.

Un’emozione che se non la si vive non si può capire a fondo, ma a causa di quell’idiota di Eva e della sua mela del cacchio quanto bisogna penare prima di poterla vivere…

Attenzione io sono comunque un caso nella media, conosco donne che hanno fatto 24, 36 ore di travaglio e delle gran culone che in 2 ore hanno fatto travaglio e parto senza epidurale. Vi ho messo un po’ d’ansia? Aspettate che vi racconti allora che com’è andato il mio secondo parto

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