Fare il secondo figlio: “Quando gli fate la compagnia?”

Quando fare il secondo figlio
Quando fare il secondo figlio è una scelta che spetta solo ai genitori

“Quando gli fate la compagnia? Ora ci vuole la sorellina!”… Certo, come se dipendesse da me o dal papà; vai al supermercato e scegli: maschio o femmina? Maddai.

Quando sono in giro con mio figlio, persone che poco conosco mi dicono “Beh allora, quando gliela fate la compagnia?” riferendosi a un fratellino o una sorellina, e cerco di rispondere sempre in maniera molto educata “Con calma” oppure faccio presente che ha molti cuginetti, quindi di compagnia ce n’è. Nella mia mente invece penso che quelle persone vogliono vedermi morta, nel senso di sfinita, uno zombie insomma.

Certo, dipende anche da chi lo dice, ad esempio se lo fanno le mie amiche anche loro mamme da poco, so che lo dicono con ironia e faccio lo stesso anche io con loro, perché tra mamme di bimbi al di sotto dei tre anni ci si capisce; anche se il mio nano sembra essere l’unico che, a due anni, ancora vuole il latte durante la notte: non si sveglia, ma si lamenta nel sonno e pur avendo provato con ciuccio/acqua/camomilla/ niente finora ha funzionato, solo il latte. E se lo scola tutto, da solo, e poi ad occhietti chiusi mi porge anche il biberon.

Ad ogni modo, già per mettere al mondo un figlio bisogna essere pronti, per il secondo lo si deve essere forse ancor di più; è vero anche che non si dovrebbe far passare troppo tempo, sia per la differenza d’età che avrebbe col primogenito, sia perché ricominciare tutto da capo non sarà una passeggiata.

Ma caspita, ha appena due anni, non va neppure ancora a scuola, e sinceramente il pensiero di dover fare tutte le cose che adesso faccio solo con lui, anche con un altro, mi stanco al solo pensiero; ammiro profondamente quelle mamme con figli piccoli e che riescono a fare tutto in modo preciso e impeccabile, ma io cari ragazzi non sono quel tipo di persona. Sto ancora cercando il modo di ritagliarmi un po’ di tempo in beata solitudine, e poco ci riesco: fortunatamente il nano dorme il pomeriggio, ma in quel paio d’ore cerco di fare tutte le cose che con lui non riesco a fare, e non parlo di mettere lo smalto alle unghie; quello semmai, riesco a farlo se invece di un paio d’ore ne fa anche tre di sonno, e se lo stanco a puntino qualche volta succede, eheheh!

Per concludere, aggiungo che ho avuto il primo figlio a 27 anni e ancora non ho raggiunto i 30, quindi le energie non mi mancheranno se aspetto un altro po’, no? 

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