Perchè sono una mamma… Infame

Adoro mio figlio, è sicuramente ciò di cui vado più fiera e la cosa più bella e giusta che abbia potuto fare nella vita. Ma, lo ammetto, non vedevo l’ora che cominciasse la scuola.  Nonostante le insicurezze di qualche tempo fa, il nido ci ha aiutato parecchio: sia me che lui.  Poi è arrivata l’estate e le tanto attese vacanze… Ma siamo sicuri che quando ci sono i figli si possa parlare di vacanza?? Con questo non voglio certamente lasciar intendere di prendere le valigie e scappare al mare, in montagna o dove si voglia e lasciare i bimbi a casa, tipo coi nonni, intendo piuttosto paragonare le oziose vacanze trascorse quando di figli non ne avevamo ancora con quelle che facciamo adesso con figli compresi.

Ed ecco arrivare settembre, dopo i mesi trascorsi a spannolinare perchè a 3 anni sei grande abbastanza per controllare gli sfinteri e non fartela più addosso… Certo. Chi l’ha detta questa cosa? Settembre porta con sé oltre che l’autunno, anche l’apertura delle scuole con grande sollievo di molti, moltissimi genitori e, rullo di tamburi: oggi è toccato a noi! Mi sento un po’ mamma infame se penso che dopo aver varcato la porta tenendo per mano quel tesoro indiscusso di mio figlio, mentre il suo papà chiedeva informazioni riguardanti la sezione assegnata,  un pochetto ero sollevata al pensiero che sta crescendo e sta conoscendo il mondo, senza avere sempre me o il suo papà che lo aiutiamo, lo proteggiamo… è l’istinto che ci porta ad agire così anche se sappiamo bene che, crescendo, il mondo non sarà tanto amico e disponibile; dovremmo insegnare ai nostri figli anche a difendersi, che non è sempre tutto mio e tutto facile, rose e fiori.  Dalla mia parte ho avuto il fatto che è stato tranquillo quando è arrivato per me il momento di andare via, mi ha dato il bacino sulla guancia e gli ho detto che sarei tornata a prenderlo dopo che aveva giocato coi suoi nuovi amichetti.  Vi chiederete se mi è mancato? Certo, mi è mancato il suo chiedermi compagnia nei giochi e gli abbracci che dà all’improvviso e senza un motivo (per fortuna non sembra aver preso la mia glacialità sentimentale), ma ho potuto fare tante cose che prima in un paio d’ore non avrei mai potuto portare a termine. Dovrei sentirmi in colpa per questo? Credo proprio di no, ecco dunque il mio essere mamma infame. Beh ma comunque poi sono andata a prenderlo eh! Sapete come funziona…

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