Sul tesserino sanitario non è dichiarato il sesso: deciderà da grande

madre con fisionomia maschile
Non è contro natura che una madre metta al mondo il proprio figlio, ma se la madre ha l'aspetto di un padre?

Oggi ho letto un articolo che spiegava un fatto accaduto in Canada, di un genitore che ha fatto richiesta di non dichiarare il sesso di suo figlio spiegando che dovrà essere il bambino stesso, da adulto, a definire quello che “si sente essere”.

Il padre stesso (e scrivo padre perché appare come uomo ma in realtà sbaglio poiché Kori Doty l’ha anche partorito, e se ne dovrebbe dedurre che sia la madre; quindi posso intuire che Kori sia nata come donna ma era una di quelle persone che non si sentiva tale ed ha intrapreso il suo percorso per cambiare sesso, almeno in parte) non si definisce uomo o donna in quanto non si sente di appartenere né all’uno né all’altro genere, e qui il discorso si farebbe complicato perché si vede appartenere ad un terzo genere.

Andiamo ai fatti, sarebbe nata una battaglia legale in quanto alla nascita del bambino non è stato rilasciato neppure il certificato di nascita ed il primo documento ufficiale sarebbe il tesserino sanitario, su cui invece di una M o una F ad indicarne il sesso, appare una U traducibile con indeterminato o non assegnato.

Sinceramente non saprei dire se la cosa mi sembra giusta o sbagliata, forse solo perché non sono nessuno per deciderlo, ma su questioni tanto delicate io credo solo che ci si debba preoccupare di non creare confusione nei bambini, di farli crescere nel modo più sereno possibile senza farli sentire diversi dagli altri; del resto penso anche che un genitore, padre o madre che sia, desideri crescere al meglio i suoi figli secondo quello che reputa più giusto ed opportuno e nessuno dovrebbe decidere al suo posto, appurato che intenda farlo in modo sano sia a livello fisico che psichico.

Quindi chi può dire che Kory voglia indirizzare il suo bambino verso una strada piuttosto che verso un’altra? I genitori di Kory non hanno fatto in modo che crescesse con l’idea di avere un corpo sbagliato rispetto a quello che si sentiva di essere, e di conseguenza non credo lo faccia a sua volta.

Sono cose che vanno così, non vanno contro natura: sarebbe comunque un andare contro sé stessi vivere una vita infelice in un corpo che non si apprezza. Dal momento che ha dato alla luce un bambino, che per scelta del genitore definirà il suo sesso all’Ufficio Anagrafe quando ne sarà consapevole, preoccupiamoci di quelli che sono i reali problemi nel Mondo.

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